Sorry. Questo sito parla solo italiano....





 





 

> TORNA ALLA PAGINA DEGLI EVENTI

---------------------------------------------------------------------------------

vai alla pagina dei cataloghi

 

PARTY POINT - Grosseto Via Tagliamento 7 a-b - Tel/Fax 0564 427889

 

LE ORIGINI DEL CAPODANNO:

TRA MISTERO E TRADIZIONE

ll conto alla rovescia più famoso del mondo si ripete ogni anno, nella fatidica notte del 31 dicembre, quando l’anno in corso cede il passo a quello nuovo. Che si tratti di un semplice rituale con gli amici per augurarsi un’annata di serenità oppure di una nottata di trasgressione e sfrenatezza, per molti il Capodanno è un avvenimento atteso e desiderato, in cui i pensieri sembrano allontanarsi, anche se solo per un po’, dalla tragicità della vita quotidiana. Tuttavia pochi conoscono le origini di quest’usanza entrata nella tradizione popolare e osservata sia da chi si ritiene religioso che da chi afferma di non esserlo. In realtà questa festa, contrariamente a quello che si potrebbe pensare, ha molto a che vedere con la religione.

Pare che il Capodanno versi le sue origini in Mesopotamia sin dai remoti giorni del secondo millennio a.C.. I mesopotamici credevano che l’universo fosse venuto all’esistenza dopo una violenta lotta fra il loro dio Marduk e la dea del caos Tiamat. La vittoria andò a Marduk, il quale, con la violenza, impose l’ordine sul caos. Ogni anno la sua impresa era commemorata all’arrivo delle piogge portatrici di vita. Dato che il re rappresentava l’ordine, per circa 11 giorni egli si ritirava, e la popolazione ricreava letteralmente il caos bevendo, permettendo agli schiavi di insultare i padroni e commettendo atti immorali. Per quella particolare occasione, tutti gli dei babilonesi erano portati in città e partecipavano ad una solenne processione, per aiutare Marduk a vincere la battaglia contro Tiamat. La grande battaglia veniva rivissuta attraverso la lettura pubblica dell’Enuma elish, l’epopea della creazione che ne narrava la storia. In quelle occasioni era normale assistere a riti di esorcismo e altre usanze esoteriche nel tentativo di scacciare gli spiriti maligni che turbavano l’armonia.

Si trovano cenni alla celebrazione del Capodanno anche tra gli antichi Egizi. Qui la protagonista diveniva Hathor, la dea dell’amore e della gioia, della musica e della danza. Divenuta in seguito la regina dei morti, aiutava questi ultimi a raggiungere il cielo con una scala. Il giorno di Capodanno era l’anniversario della sua nascita ed era celebrata con grandi feste. Prima dell’alba le sacerdotesse portavano fuori sulla terrazza l’immagine di Hathor per esporla ai raggi del sole nascente. Il tripudio che seguiva era un pretesto per darsi ad una vera e propria orgia, e il giorno si concludeva fra canti e vino.

Di qui alla celebrazione portata in auge poi dal popolo romano. Nell’antica Roma il 1° dell’anno era dedicato a Giano il sacro dio bifronte. Tale divinità si diceva avesse due facce e due fronti: l’una rivolta indietro verso il passato e l’altra rivolta avanti verso il futuro. Ecco perché Giano era considerato il dio dei passaggi e delle porte, degli inizi e dei termini e da qui il nome gennaio..  Anche in questo caso, l’inizio dell’anno nuovo assumeva un significato religioso mescolato però ad una sregolatezza ed a festeggiamenti sfrenati in onore di questa divinità romana.

Ci troviamo di fronte quindi ad una celebrazione che si è presentata come tradizione senza alcuna connotazione religiosa, ma che invece ha dimostrato di trovare le sue origini proprio in ricorrenze religiose anche se antichissime. Basti pensare all’utilizzo di "mortaretti" e altre fonti di rumore che, a parer di alcuni, emulerebbe proprio l’usanza di fare del chiasso per scacciare gli spiriti maligni. In molti paesi germanici c’è l’usanza di gettare nell’acqua stagno fuso allo scoccare della mezzanotte, proprio quando arriva l’anno nuovo. Poi, guardando la forma che si crea o l’ombra gettata da quella forma, tutti cercano di indovinare cosa ha in serbo l’anno nuovo. In Messico, il 1° gennaio, moltitudini di persone visitano "la colonna della vita" nelle rovine dell’antica città maya di Mitla. Mentre uno circonda la colonna in pietra con le braccia, un altro cerca di stabilire quanto spazio c’è fra le mani tese misurando con le dita. Si suppone che corrisponda al numero di anni di vita della persona che abbraccia la colonna. In Giappone è comune preoccuparsi molto del primo sogno fatto per l’anno nuovo, perché si pensa che riveli ciò che accadrà durante l’anno avvenire. Per assicurarsi un bel sogno i giapponesi comprano amuleti e speciali foglietti su cui è scritta la buona sorte. Tutto questo ci rammenta i tentativi degli antichi babilonesi di indovinare il futuro il primo giorno dell’anno.

Non c’è dubbio che spesso le origini di una tradizione ne influenzano anche il significato. Ma in questo caso ci si augura, almeno, che quella fatidica notte di S. Silvestro qualcuno possa riflettere su uno di quelli che viene posto come significato della celebrazione del Capodanno: all’arrivo di ogni 31 dicembre, ognuno farebbe bene ad analizzare con sincerità quanto di positivo ha compiuto a favore del suo prossimo, e porsi degli obiettivi concreti per l’anno futuro, augurandosi che ogni anno che passa tutti possano diventare persone migliori.

Bibliografia

New Year—Its History, Customs and Superstitions - Theodor Gaster:

Polityka - Aleksander Krawczuk, professore di storia ed ex ministro della Cultura in Polonia

New Larousse Encyclopedia of Mythology

The World Book Encyclopedia (1984), Vol. 14, p. 237

 Home | Inizio pagina