Sorry. Questo sito parla solo italiano....





 





 

> > TORNA ALLA PAGINA DEGLI EVENTI

-----------------------------------------------------

vai alla pagina dei cataloghi

 

 

 NOVITA' 2006

VEDI IL CATALOGO DEGLI ARTICOLI NATALIZI

 

 

PARTY POINT - Grosseto Via Tagliamento 7 a-b - Tel/Fax 0564 427889

 

 

 

 

 

Le origini della festa di Natale
Le prime celebrazioni del Natale come lo conosciamo noi, però, non nacquero con l'inizio del cristianesimo, ma risalgono al IV secolo d.C., con il diffondersi di questa religione. Il Natale infatti iniziò a sostituirsi alle festività Romane del periodo di dicembre, considerate pagane e anti-cristiane.
Nel 354, papa Liberus istituì la rappresentazione della natività di Gesù (con S. Giuseppe e la Vergine Maria) il 25 dicembre, mentre si celebrava la nascita del bambino ed il suo battesimo il 6 gennaio, con l'Epifania.
La data del 25 dicembre fu scelta per distogliere i romani dall'idolatria dei culti di Mitra e del sole, ma prese una così grande importanza, nei secoli successivi, che presto il 25 dicembre divenne il primo giorno dell'anno liturgico. Questo fino al XI secolo, quando fu aggiunto al ciclo del Natale il periodo dell'Avvento, che da allora segnò il nuovo inizio dell'anno liturgico cristiano.

L'avvento
L'avvento è il periodo che precede il Natale. Un lasso di tempo che va dall'11 Novembre, festa di san Martino, al 25 dicembre.
In questi giorni, nel passato, i credenti si astenevano dalla carne, dal formaggio e dalle bevande alcoliche, dedicandosi alla purificazione dello spirito e del corpo, pulendo ed addobbando la casa e preparando il pasto di Natale.

Oggi questa tradizione si è molto diluita, ne restano tracce nell'usanza di mangiare di magro la vigilia di Natale e di pulire e di addobbare la casa.
Il calendario dell'avvento è divenuto inoltre un gioco per i bambini, che ogni giorno aprono una casellina del loro calendario, aspettando il Natale.

Il presepe
Un'altra usanza tipica del periodo natalizio è certamente quella di riprodurre, attraverso delle statuine, la scena che accompagnò la nascita di Gesù Cristo.

L'usanza di fare il presepe, attraverso le statuine, non è molto antica, ma risale a San Francesco d'Assisi, che nel 1223 mise in atto il primo presepe umano.
 

Babbo Natale

 
Una figura che viene subito alla mente pensando al Natale, è certamente quella di Babbo Natale. Quel panciuto nonno con la barba bianca che nella notte di Natale fa visita ai bambini per portar loro i doni che desiderano.
Ma la figura di Babbo Natale è più recente di quanto si possa credere.
In moltissime culture popolari esistono figure di folletti, spiriti o vecchietti che, ad un certo punto dell'anno, passando a premiare, o punire, i bambini a seconda di come si sono comportati durante l'anno.

Uno di questi personaggi, nel Nord Europa, era San Nicola.

San Nicola (270-310 d.C.), vescovo della città asiatica di Myra (nell'attuale Turchia), è ricordato nella tradizione cristiana come un uomo anziano, molto giusto, santo protettore dei bambini.
Il giorno della sua festa, celebrata il 6 gennaio (giorno della sua morte), nell'antichità i bambini bravi ricevevano dei doni, e si diceva che li portasse il santo stesso.
 

Questa tradizione si diffuse molto nel Nord Europa, e prese piede in Olanda, dove il santo era chiamato Sinter Klaas (San Nicola).
Con l'emigrazione di molti olandesi nel Nuovo Mondo, la festa piano piano si diffuse in tutti gli Stati Uniti, divenedo la festa di Santa Claus (da Sinter Klaas).
Santa Claus perse molti dei tratti severi di San Nicola, e si trasformò in un buon uomo, vestito con abiti da vescovo che distribuiva doni durante la notte del 24 dicembre, e non più il 6 gennaio.
Nel 1823, poi, uno scrittore americano, Clement C. Moore, decise di raccogliere tutte le legende e le tradizioni legate alla figura di Santa Claus in un libro, in cui tratteggiava la persona di Santa come un piccolo elfo curioso che passava attraverso i caminetti e che giungeva nelle case grazie alla sua slitta volante tirata da 8 renne.

Questo libro, che ebbe una grandissima diffusione mondiale, influenzò moltissimo l'immagine che i bambini avevano di Santa Claus, ma soprattutto contribuì a diffonderne la credenza anche in Europa.

L'origine vera e propria del Babbo Natale, come lo conosciamo noi, è però ancora posteriore, ed è dovuta al caricaturista americano Thomas Nast, che nel 1860 illustrò una vignetta su un giornale americano, disegnando Babbo Natale come un uomo (e non più un elfo), vestito di rosso con un vestito bordato di pelliccia bianca e con i pantaloni tenuti da una grossa cintura di pelle nera, che vive al polo Nord

Quest'immagine piacque molto alla Coca Cola Company, che decise di utilizzarla per le sua campagne pubblicitarie in tutto il mondo. Così facendo la Coca Cola contribuì enormemente a diffondere l'immagine di Babbo Natale che noi conosciamo fin da bambini: il simpatico vecchietto, con le guance rosa, la panciona, gli stivali neri e la lunga barba bianca.

La Posta di Babbo Natale
Col passare del tempo si diffuse anche l'idea che Babbo Natale potesse esaudire i desideri dei bambini, portando loro ciò che più volevano, grazie alle lettere che questi gli avrebbero scritto.

Nel 1974, tre impiegati delle poste canadesi di Montreal, avendo notato la grande massa di lettere che arrivavano ogni anno per Babbo Natale, decisero di rispondere alle centinaia di bambini, dando vita alla vera e propria Posta di Babbo Natale.
L'anno successivo ricevettero ancora più lettere, e poi sempre di più, tanto che nel 1983, le poste canadesi hanno indetto un servizio di posta speciale solo per Santa Claus (Babbo Natale), in cui il codice di avviamento postale è HOH OHO

Il vischio
Se la tradizione del Natale è quindi un misto di riti antichi e moderni, alcune antichissime usanze permangono nelle nostre celebrazioni natalizie. Una di queste è certamente quella di appendere un ramo di vischio sull'uscio di casa.

Questa usanza nasce dal potere che i Druidi del nord Europa attribuivano a questa pianta, ritenuta magica e curativa. I Druidi ritenevano infatti che quando due nemici si fossero incontrati sotto una pianta di vischio, avrebbero dovuto deporre le armi e concedere una tregua alle loro ostilità.

Da allora l'usanza di appendere del vischio sulla porta di casa, per garantire pace e serenità all'interno della propria dimora, si è estesa in tutto il mondo.

Poiché il vischio era anche la pianta della dea Anglosassone Freya, protettrice dell'amore e degli innamorati, si è diffusa anche l'usanza di scambiarsi un bacio sotto al vischio, per promettersi amore e affetto e per augurarsi un periodo di felicità in casa.

Conclusioni
Il Natale è quindi un momento dell'anno in cui passato e presente si fondono, in cui grandi e piccoli trovano, o dovrebbero trovare, armonia e pace, ed un'occasione in cui ci si ricorda dei propri cari.

Certamente non è sempre così, ed anzi spesso questa festa si trasforma in un momento di compulsivo impeto consumistico, oppure in un momento di profonda depressione per i meno abbienti.

Ci auguriamo quindi che i nostri lettori possano far tesoro di quanto appreso in queste poche righe, per riportare alla mente i valori delle origini di questa festa, e che possano trascorrere un Natale nella più grande allegria e serenità.

Tanti cari da  PARTY POINT

 

   Home | Inizio pagina